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La Boeing ha "consegnato" la ISS alla NASA
In base ad un contratto stilato all'inizio del programma tra la NASA e la Boeing, quest'ultima ha assunto la funzione di "prime contractor" relativamente alla Stazione Spaziale Internazionale.
Perciò in questi anni, la Boeing oltre che a progettare e costruire alcuni elementi della sezione Americana della ISS, ha assunto la responsabilità della corretta integrazione di tutti gli elementi, le apparecchiature e i programmi sofware per la gestione del complesso.
Ora dopo il sostanziale completamento della costruzione, a conclusione di un incontro ufficiale a Houston la Boeing ha consegnato alla NASA "le chiavi" della stazione.
Durante la riunione congiunta, le due parti hanno formalmente verificato il raggiungimento degli obbiettivi previsti dal contratto originale, per cui si è poi potuto procedere alla firma del documento ufficiale di accettazione.
Gli elementi della sezione USA ufficialmente consegnati sono: La struttura con i quattro gruppi di pannelli solari, i tre Nodi Unity, Harmony e Tranquility, il laboratorio Destiny, l'airlock Quest, i tre PMA e il modulo Zarya, costruito in Russia su ordine NASA.
Oltre a questo ci sono una grande varietà di componenti relativi ai sistemi di controllo ambientale, di guida e navigazione, di comunicazione, di comando e controllo, sistemi robotici e meccanismi vari.
Ora la NASA assume direttamente la gestione della sua parte della Stazione Spaziale, ufficialmente denominata Laboratorio Nazionale dal Congresso USA già dal 2005.
Fonte: NASA
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Test statico per il core stage L110 del GSLV- MkIII
L'Indian Space Research Organisation (ISRO) ha condotto recentemente un test statico di accensione del core stage L110 del veicolo di lancio GSLV Mk III, attualmente in fase di sviluppo.
L'accensione è stata eseguita il 5 Marzo al Liquid Propulsion Systems Centre (LPSC) test facility, a Mahendragiri. Il test ha avuto una durata di 150 secondi invece dei 200 secondi previsti; l'interruzione anticipata è stata causata da un'anomalia riscontrata sui dati che giungevano in tempo reale al centro di controllo. Tuttavia durante il test statico sono stati monitorati più di 500 parametri operativi; la prossima accensione, di durata completa, verrà eseguita non appena verranno analizzati e verificati tutti i dati raccolti durante questa simulazione.
Il GSLV (Geosynchronous Satellite Launch Vehicle) Mk III, è un vettore attualmente in sviluppo, adibito al lancio in GTO (Geo-synchronous Transfer Orbit) dei satelliti con massa pressoché pari a quattro tonnellate.
Lo stadio L110 misura diciassette metri in altezza e quattro in diametro, utilizza propellenti liquidi (UDMH + N2O4) per un carico complessivo di 110 tonnellate. L110 utilizza in configurazione appaiata due motori Vikas ad alta pressione, ognuno dei quali genera una spinta di 735 kN. Il core stage di Mk III è stato sviluppato ispirandosi al secondo stdio di PSLV e GSLV.
Mentre in entrambi questi ultimi due lanciatori, durante il profilo di lancio, lo stadio a propulsione liquida (con un solo motore) viene utilizzato per 150 secondi, con GSLV-MkIII si otterranno maggiori performance grazie all'accensione più lunga della coppia di propulsori.
Fonte: ISRO
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L'X-51 pronto al debutto
Presso la base di Edwards fervono i preparativi per volo inaugurale dell'X 51A WaveRider. Il piano prevede un lancio aereo tramite un B 52 ed un booster a propellente solido non riutilizzabile, e dovrebbe attuarsi nell'imminente primavera. Il distacco avverra' ad una quota di 50mila piedi (circa 15mila metri, molto vicino al limite operativo dello Stratofortress) sopra il Pacifico, ed il veicolo sperimentale terminera' in mare la sua parabola. Il booster ha la funzione di accelerare il velivolo sino a mach 4.5; a questo punto esso verra' sganciato ed il motore scramjet dell'X 51 lo portera' sino a mach 6.
Ricordiamo che lo scramjet e' un tipo di propulsore privo di parti mobili: l'aria entra, viene miscelata con il carburante e brucia automaticamente. L'elevato calore e velocita' del flusso risultante generano la spinta. In questo modo e' possibile aggirarare i limiti intrinseci dei propulsori a turbina, che li vincolano ad una velocita' massima di circa mach 2.5.
Cio' che piu' conta, per gli appassionati di astronautica e' che lo scramjet, evidentemente, non ha bisogno di traspotare il comburente (a differenza dello Shuttle, ad esempio), con evidenti riparmi sul peso del vettore nel suo complesso.
Il programma X 51 e' gestito da un consorzio di cui fanno parte Boeing e Pratt & Whitney Rocketdyne, ed e' stato commissionato dal laboratorio di ricerca dell'USAF e dal DARPA, con supporto della NASA.
fonte: Nasa. fonte immagine: Wikipedia
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Un altro pezzo di storia dell'astronautica europea esposto al pubblico
Lo scorso 5 Marzo è stato consegnato allo Swiss Museum of Transport di Lucerna un autentico pezzo di storia dell'astronautica europea: uno Spacelab Pallet. Questo Pallet, soprannominato “Elvis”, è stato un componente fondamentale del programma ESA/NASA Spacelab ed è stato utilizzato anche durante una missione dello Space Shuttle nel 1992, quando vennero rilasciati i payloads Eureca e TSS-1. La consegna del Pallet è avvenuta formalmente per mano di Bob Chesson, Head of the Human Spaceflight Operations Department dell'ESA, durante una cerimonia presenziata dall'ex astronauta svizzero dell'ESA Claude Nicollier.
Una nuova missione: educazione “Sono molto lieto di trovare una così prestigiosa collocazione per questo importante pezzo di storia del volo spaziale europeo, e a nome dell'Agenzia Spaziale Europea ringrazio sinceramente lo Swiss Museum of Transport per aver deciso di mettere questo Pallet a disposizione del pubblico a scopi educativi.” Ha affermato Chesson.
Il modulo europeo Spacelab venne progettato per volare nella cargo bay dello Space Shuttle per permettere agli scienziati di svolgere esperimenti scientifici in microgravità. Il sistema Spacelab comprendeva due moduli laboratorio in versione lunga ed accorciata con relativi airlocks e finestrini visuali, un tunnel e cinque pallets indipendenti che potevano essere montati separatamente dallo Spacelab per esporre ulteriori esperimenti scientifici all'ambiente orbitale. Lo Spacelab è stato utilizzato in ben 25 missioni dello Shuttle fino al 1998, quando i due laboratori sono stati ritirati dopo che il loro compito di laboratorio orbitale pressurizzato è stato assunto dall'International Space Station. Diversi pallets sono stati ricommissionati per il loro utilizzo nel corso dei primi anni del 2000, e recentemente, nel Marzo del 2008 la missione STS-123 ha impiegato proprio un pallet per portare sull'ISS il manipolatore robotico canadese Dextre del peso di 3485 kg.
Il Pallet ha sempre lavorato alla perfezione Nicollier ha spiegato le performances del Pallet: “Con l'STS-46, le operazioni legate al rilascio di Eureca e del Tethered Satellite hanno avuto pieno successo per la prima ed un parziale successo per il secondo, grazie all'eccellente teamwork svolto dai team internazionali.” Egli ha inoltre aggiunto che: “Lo Spacelab Pallet ha lavorato perfettamente fornendo le prestazioni attese per il Tethered Satellite System. L'aggiunta di questo pezzo di hardware alla collezione del museo, sarà di aiuto per l'educazione delle generazioni future ai benefici delle scienze spaziali e dell'esplorazione.”
Con il termine del programma Space Shuttle, i pallets non verranno più utilizzati, e questo particolare modello è stato trasferito all'ESA dalla NASA nell'ambito di un accordo di prestito a lungo termine. Lo Swiss Museum of Transport ha aderito ai termini di questo accordo di prestito, che prevede che il Pallet venga esposto al pubblico a scopi educativi.
Sempre sullo Spacelab Pallet I primi passi dell'Europa nell'ambito del volo spaziale umano sono avvenuti nell'Agosto del 1973, quando l'organizzazione spaziale europea precedente all'ESA, l'ESRO, e la NASA, siglarono un Memorandum d'Intesa che impegnava l'Europa alla costruzione di un laboratorio scientifico da utilizzare con lo Space Shuttle. La costruzione dello Spacelab è iniziata nel 1974 con l'ERNO (ora parte dell'EADS Astrium) come primo appaltatore. I principali subappaltatori erano Matra (Francia), Aeritalia (Italia) e Dornier Systems (Germania). Il sistema Spacelab comprendeva i moduli laboratorio nelle versioni short e long, con airlocks, finestrini visuali, un tunnel, i pallets ed un igloo, oltre al ground equipment di supporto.
Lo Spacelab includeva cinque pallet esterni per gli esperimenti da esporre all'ambiente orbitale, costruiti dalla Hawker Siddeley Dynamics (allora British Aerospace, ora BAE Systems). Il primo set di equipaggiamenti è stato ceduto gratuitamente alla NASA dall'ESA in cambio di opportunità di volo per gli astronauti europei. Il secondo modulo è stato venduto dall'ERNO alla NASA per uso proprio; questo elemento è attualmente esposto al pubblico alla Bremenhalle Exhibition presso l'aeroporto di Brema, in Germania.
Gli elementi del sistema Spacelab sono stati utilizzati, come detto, in 25 missioni dello Shuttle, prima di venire decommissionati nel 1998 nell'avvento dell'International Space Station. Uno Spacelab Pallet è stato ricommissionato nel 2002 per la missione STS-99, la Shuttle Radar Topography Mission (in quell'occasione vennero montati degli strumenti scientifici direttamente sul Pallet), e per delle successive missioni per il trasporto di equipaggiamenti da e per l'ISS. Infine lo Special Purpose Dextrous Manipulator canadese Dextre è stato lanciato, sempre con il Pallet, con la missione STS-123 nel 2008.
Il Pallet è stato un elemento molto versatile; esso poteva trasportare fino a tre tonnellate di materiale, in particolare grossi strumenti ed esperimenti che necessitavano di un'esposizione all'ambiente spaziale o di grandi campi visivi come telescopi ed altri dispositivi ottici. Il Pallet poteva essere usato in configurazione singola o in stacking testa-coda in configurazione doppia o tripla fino alla configurazione a cinque, a riempire quasi la stiva dello Space Shuttle.
Fonte: ESA.
Nelle immagini, che sono (C) di ESA:
1) Lo Spacelab Pallet 'Elvis' nella cargo bay dello Shuttle durante il rilascio di Eureca e TSS-1 il 31 Luglio 1992.
2) La consegna dello Spacelab Pallet 'Elvis' al Transport Museum di Lucerna, Svizzera.
3) Il trasferimento di uno Spacelab Pallet Transfer all'ISS poco dopo l'arrivo della missione STS-123 sulla Stazione (13 March 2008).
4) Claude Nicollier, Mission Specialist per l'ESA della missione STS-46, posa per una foto ricordo durante i controlli che hanno preceduto il rilascio dell' European Retrievable Carrier 1L (Eureca-1L) nello Shuttle Atlantis.
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Nuovi passi avanti nello sviluppo di Orion
Nonostante la proposta di cancellazione formulata da Barak Obama a partire dal prossimo anno, lo sviluppo e la costruzione dei prototipi della capsula Orion continuano senza forti criticità. Uno dei "fronti" più importanti cui si sta lavorando è la preparazione del PA-1 (Pad Abort Test) a White Sands, attualmente previsto per fine aprile. L'ultimo grosso componente che mancava ancora al poligono era l'Attitude Control Motor (foto 1), ovvero il motore solido che servirà a mantenere il corretto assetto durante tutte le fasi di attivazione del LAS e arrivato e già assemblato nel corso del mese di Febbraio. Un altro test article dell'ACM è intanto pronto per un nuovo test statico a terra, dopo il primo eseguito lo scorso dicembre, attualmente previsto per il prossimo 17 marzo. Sempre per quanto riguarda il PA-1 l'elettronica di bordo è già stata completamente integrata e la prossima settimana verranno eseguite le prime simulazioni di countdown. L'altra importante milestone che verrà conseguita quest'anno è il completamento del Ground Test Article della capsula assemblata che sarà innanzitutto utilizzato per validare le procedure di produzione e assemblaggio delle varie componenti e successivamente sarà l'articolo fondamentale per l'esecuzione dei test di certificazione della capsula (ambientali, in mare, strutturali, ecc.) in quanto del tutto identico alla versione operativa della stessa. Su questo fronte, oltre al completamento dello scudo termico monoblocco di cui abbiamo già dato notizia, sono in fase finale di assemblaggio le varie parti della struttura della capsula. In particolare le varie sezioni prodotte sono in fase di finitura a Michoud, Louisiana (foto 2, 3 e 4). In parallelo è inoltre iniziata la produzione del GTA anche del modulo di servizio che avrà le stesse finalità di quello del modulo di comando. E' in fase finale di prova il Sensor Test for Orion RelNav Risk Mitigation (STORRM), ovvero il sistema primario di guida che verrebbe utilizzato da Orion (foto 5). Le prestazioni richieste sono estremamente elevate, in quanto il "bersaglio" dovrà servire a guidare la capsula a partire da ben 5.5km e fino a 2 metri prima del docking con la ISS. A causa dell'elevato range di utilizzo la tecnologia impiegata ha dovuto essere approfonditamente validata prima a terra. Durante questa fase sono state effettuate simulazioni fino ad una distanza di soli 1.04m, decisamente oltre il requisito imposto, validando quindi il progetto alla fase successiva, quella dei test in volo. Le attività sulla ISS inizieranno con l'installazione da parte dell'equipaggio di STS-131, la prossima missione shuttle, dell'obiettivo ottico e proseguiranno con STS-134, il cui equipaggio eseguirà una serie approfondita di simulazioni per testarne il funzionamento. A Sandusky, in Ohio, prosegue la costruzione dell'enorme camera che verrà utilizzata per i test vibro-acustici sulla capsula simulando le sollecitazioni del lancio, la Reverberant Acoustic Test Facility (RATF). L'edificio, fra i più grandi al mondo per questo scopo, è alto 15m e la potenza acustica che verrà sprigionata al suo interno sarà di 163dB. Sempre in fase di completamento una serie di "medium-fidelity" e "low-fidelity" mockup in vari stabilimenti, utilizzati per validare diversi singoli aspetti produttivi.
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